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Italia di Lerma – Ristorante Pizzeria Lerma

Centro storico di Lerma – Ristorante Pizzeria a Lerma

Ogni anno arriva il giorno in cui i raggi obliqui del Sole raggiungono una nicchia nel muro del castello medievale, illuminandola per qualche breve attimo. In quei momenti i rubini delle tre rose d’oro nascoste lì dal 1565 in uno scrigno di cristallo avvampano inondando le mura del maniero di una luce infuocata. Il fenomeno dura talmente poco che in oltre 440 anni nessuno, rabdomanti compresi, è riuscito a individuare la nicchia dove Isabella Corvalan, dama d’onore della regina di Castiglia nascose quel tesoro.
Queste romanzesche atmosfere medioevali si raggiungono dopo pochi minuti di leggere curve dal casello autostradale di Ovada, tra vigneti e colline boschive facenti parte del Parco delle Capanne di Marcarolo, dove, su una rocca tufacea si erge il Castello degli Spinola, costruito verso la fine del XV secolo. Passando sotto un arco si accede al ricetto, conservato del tutto intatto all’interno della cinta muraria.

ristorante-lermaSempre all’interno della piazzetta del castello si ammira la quattrocentesca Chiesa Parrocchiale di San Giovanni Battista, la cui abside fu ricavata da una delle torri del castello. Al suo interno sono custodite molte preziose opere d’arte, tra cui un grande affresco del 1608, un crocifisso ligneo risalente al XVIII secolo, opera della bottega di Anton Maria Maragliano, e una trecentesca tavola di Barnaba da Modena, ritraente la Vergine col Bambino. Questa tavola fu donata inizialmente al duecentesco Santuario di N.S. della Rocchetta dalla famiglia Spinola, in segno di ringraziamento per la nascita di un erede. Costruito nel XIII secolo, originariamente il santuario era un ospizio che offriva alloggio ai viandanti che percorrevano la Via del Sale che collegava l’Alto Monferrato con la Liguria. Si trova presso il cimitero la chiesa romanica, ovvero la Pieve di San Giovanni Battista, unica superstite del nucleo più antico di Lerma, chiamato Rondinaria. Fino al 1500 circa fu la parrocchiale di Lerma e oggi è una delle poche costruzioni religiose arcaiche dell’Ovadese conservate pressoché integre. Al suo interno conserva una serie di pregevoli affreschi di maestri di Lerma, mentre sulla facciata è un’immagine di San Cristoforo Martire ad aver protetto quanti dovettero passare da una riva all’altra del fiume Piota.

Il fiume Piota e i laghi di Lavagnina

Acque cristalline che scendono da un’altezza di quasi mille metri, attraversano i pendii selvaggi dei monti dell’Appennino ligure e arrivando sotto il castello di Lerma, portano con sé non solo la freschezza, ma anche delle piccole pagliuzze d’oro. Affacciandoci dal ricetto possiamo ammirare una veduta quasi aerea del Piota, le cui acque purissime nella bella stagione attirano i turisti del weekend, così come i pescatori della trota. Ma basta tornare indietro nel tempo di 100-150 anni ed ecco che sulle rive del torrente troviamo le massaie impegnate a lavare i panni, mentre molti uomini lavoravano nelle gallerie della miniera d’oro Frasconi. Negli ultimi decenni dell’Ottocento a Lerma ci fu una vera e propria febbre dell’oro, che non si è del tutto conclusa. Infatti, ancora oggi, ci sono dei cercatori d’oro per hobby che nei fine settimana si avventurano armati di setaccio nelle acque del Piota. L’odierna dimensione balneare del fiume non è però del tutto nuova: ci sono fotografie d’epoca che ritraggono i bagnanti ed è stato immortalato perfino un piccolo concorso di bellezza sulle sue rive.
Un ballo campestre in bianco e nero ci riporta invece a un’allegra domenica passata ai laghi di Lavagnina verso i primi decenni del Novecento. Da allora è cambiato tutto, ma i laghi sono sempre splendidi e purissimi come allora: si possono facilmente raggiungere dal centro di Lerma arrivando fino a un determinato punto in auto e dopo percorrendo a piedi un sentiero panoramico in mezzo alle rocce.

Curiosità

L’inventore
L’agenzia pettegole
Giochi bambini

Mappa Ristorante Pizzeria Lerma – Italia di Lerma